Inquieto e feroce, l’ultimo romanzo di Statovci è un viaggio all’interno del costante dubbio di non essere mai nel luogo giusto. Che si tratti dei piani temporali, della geografia o della memoria, il racconto attraversa costantemente un confine tra ideale e reale. Kosovaro di nascita ma finlandese per necessità, Statovci restituisce il senso di frammentazione che la storia di chi fugge si porta dietro. Non c’è idealizzazione ma un linguaggio crudo e una prosa viscerale e simbolica in cui il trauma abita ogni parola.
Benedetta
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