A cavallo tra memoir, saggio storico e analisi politica, questo libro è un doloroso memento alla storia di una possibilità, quella del sapere libero e non condizionato da mere logiche economiche. Un tempo quasi mitologico a guardare la situazione attuale, dove limitati kb/s si traducevano in infinite possibilità di espressione. Quello che oggi è onnipresente nelle nostre tasche, un tempo aveva precisi luoghi e tempi di fruizione. Cercare di raccontarlo e spiegarlo a chi è nato in un mondo già fatto di piattaforme e connessione illimitata può apparire inutile solo se non si ha la capacità di ricordare come era davvero la vita quando internet era sinonimo di possibilità e non di gabbia. Senza lanciarsi nelle solite lamentele da boomer o nella psicologia da bar.
Benedetta
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