1934, sull’Austria si addensano le nuvole nere del nazismo dopo la guerra civile di febbraio. Eva, militante della resistenza e del Soccorso rosso, manda i figli Karl e Slavko in Unione Sovietica per salvarli. Quello che dovrebbe essere un rifugio si trasforma però in un labirinto della Storia: dall’infanzia in Crimea agli orfanotrofi sovietici fino al gulag, Karl deve affrontare guerre, persecuzioni e sradicamenti. Proprio nel campo di lavoro, improbabile sfondo per una relazione, incontra Nina. Dalla loro unione, nascerà l’autrice del libro. Con una lingua limpida, precisa e mai enfatica, Arnautović intreccia documenti, memoria e racconto, restituendo con grande forza emotiva una vicenda familiare che diventa specchio delle contraddizioni del secolo scorso. Un romanzo sobrio e potente, capace di illuminare la Storia attraverso trauma e memoria.
Paola
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