La mano che cura - Lina María Parra Ochoa, Feltrinelli

Ci sono incontri che lasciano un segno indelebile nella nostra memoria e nel nostro corpo, che ci cambiano profondamente o, forse, ci rivelano semplicemente chi siamo veramente. È quello che accade alle donne di questo libro, ma che conta anche un'importante figura maschile, di quelle di cui solo alla fine si coglie la tenerezza, la forza, l’empatia e ci si deve commuovere.

In un viaggio a ritroso e parallelo, Soledad prima e la figlia Lina poi scoprono da Ana Gregoria - maestra ombrosa che viene da Antioquía - di avere “la mano che cura” e imparano a comprendere e usare i loro poteri senza esserne annientate. È una storia di doni soprannaturali, stregonerie e superstizioni che si tramandano in segreto – di donna in donna, ma a disposizione di chiunque voglia vedere il magico compagno usuale del quotidiano. È allo stesso tempo anche un racconto di lutto e di morte, di gioventù e di vecchiaia, del desiderio di formare una famiglia; di magia e di scienza, e di come tutto sia, in fondo, una sola e medesima cosa. Ancora, è un’ode alla memoria che lotta con l'oblio, perché la memoria è un fatto identitario fondamentale. Parra Ochoa padroneggia con maestria un linguaggio evocativo, concreto e visionario insieme, in una riuscitissima commistione di generi, dalla fiaba, al gotico, al racconto naturalistico.

Paola